La commiuniti di chi sbrocca. Perchè quanno ce vò, ce vò. Ed allora tutti a monkey island a bere birra tra scimmie e pirati!
Eccoci qui di ritorno dalla prima uscita ufficiale del Dokro nel 2005, grande soddisfazione e polso destro che ancora prude!! Prima di tutto vorrei dire che si è sentita la grande mancanza del bambino gigante adiposo, anche conosciuto come il Capitano, e del centauro folle che monta gomme superperformanti per testare i rovi: il pensiero di tutti noi va al temerario Blond ed al botto del giorno prima. Porca paletta Andrè, ci hai fatto preoccupare 'cci tua!!! In ogni caso ogni scivolata è una lezione, dura ma utile, ed in questo caso senza gravi conseguenze, possiamo dire che è andata alla grande! Conte mi raccomando vogliamo un post sul botto con tanto di moviolone tecnico...e non ti preoccupare per la bimba: meglio il metallo e la plastica della carne, si rimetterà a posto.
La mattinata in moto è volata letteralmente via: Il Nobilissimo ed io ci becchiamo a piazzale degli eroi...mi ha sentito arrivare da lontano per colpa delle soavi esplosioni dello scarico. Fiamme anche questa mattina...gh! incontro al distributore sull'aurelia con Aji sul duke, Federico ed il suo amico su r1. Il piazzale è già stracolmo di centauri, giusto il tempo di un pieno ed il nervosissimo già socializza con un harleysta che *pare* mettere diesel nel serbatoio davanti a noi. Partiamo adagio sul raccordo con il buon Aji al suo primo test con la KTM che bestemmia mentre sventola come una bandiera al vento, pur senza perdersi d'animo. Raggiungiamo Palestrina e poi su di corsa fino a Capranica tra pieghe caute e piccole aperture per i bicilindrici, le r1 oggi soffrono un pò lo strettissimo misto guadagnolese. Il buon Aji che ha serrato i denti sin ora può divertirsi sbatacchiando il suo motard con gran gusto per gli occhi di chi lo segue. Si vede anche un coraggiosissimo piede a terra. Dal canto mio provo a scendere un pò più in piega e sento che gli arretratori fanno il loro sporco lavoro: non limo più le pedane.
Arriviamo a capranica e cominciano i prodromi dell'infarto con una camionetta dei carramba boyz ancorata all'ingresso del paesotto, il guardiano ci squadra con occhio truce ma non agita la paletta...passiamo a frizione tirata per zittire gli scarichi *un pò troppo esuberanti*...


Piccola sosta di rifornimento ed affrontiamo i 15 km piegosissimi fino a Monte Guadagnolo, c'è ancora neve ai bordi della strada ed il manto è ridotto uno schifo, mai visto tanti merdoni giganti. Cazzo, c'era merda come se piovesse, tanto da far supporre che allevino branchi di elefanti nutriti a biada e guttalax. Comunque...tra una cagata ed una pozza di fango riusciamo a divertirci, è un punto molto difficile anche per chi lo conosce a memoria: se vai forte i polsi si logorano dopo poco ed è facile perdere la lucidità tra i cambi di direzione e le curve cieche che chiudono improvvisamente. Ma è il fascino di questa valle, quand'è pulita è una goduria. Non è il nostro caso: il nervosissimo con tanto di gomma nuova ha il retrotreno che saltella in staccata, la mia gomma tradisce un paio di volte in curva regalandomi qualche sana derapata ed in uscita di curva ha preso il vizio di disegnare qualche virgoletta sull'asfalto.
Arriviamo a Guadagnolo stanchi ma felici, inerpicandoci sulla terrazza invasa dalla neve dove qualche scellerato ha utilizzato la letale scalinata con un bob. Suppongo non sia sopravvissuto all'esperienza. Il tempo di riposarci e torniamo giù a scattare qualche foto, raggiungiamo Palestrina ed incrociamo Brenno ed il padre di Blond con la bella r6 caricata con tanto di telo. Un saluto al volo, poi di corsa a casa.
Gran bella domenica: ci voleva. Fear of the Dokro!!! ^__^
FONTE SV-ITALIA.IT
finalmente è possibile far viaggiare la moto in treno con un costo inziale di 60 euro
Bene cari amici, sapendo da adesso che non mangerò torte in questo week end e che , quindi, domenica mattina sarò in un stato fisico accettabile propongo una passeggiatina del ns amato Dokro a Guadagnolo con pranzo fuori oppure no tutto a discrezione personale, sarebbe bello è tanto che non ci facciamo un giretto!
Attendo fiducioso
DOKRO DOKRO DOKRO
Bene, finalmente si avvicina il giorno della partenza, i prodi Blond e Breske si dirigeranno nella verde umbria alla ricerca della dokrostone (e se poi non c'è chi se ne frega), la cosa importante è salire di nuovo in sella delle ns amate bimbe per macinare i km di strade del nostro caro paese e incontrare di nuovo tutti i cari amici di sempre per fare baldoria. Certo la mancanza del barone e del giovane farraco si farà sentire ma sappiamo che con il cuore sarete al raduno con noi!
Vi voglio bene!
..Bene bene, 170 euro e passa la paura, certo, non come il povero nervosissimo che ne ha dovuti sborsare 650! Bhe, lui ha una Ducati e deve pagare ^_^. Sono pronto psicologicamente al raduno che mi aspetta questo weekend, il tempo dovrebbe essere pessimo ma me ne fotto, mi sparo allegramente questi 1000 km totali che sicuramente faremo con il mio amato Blond! Tornato dal raduno voglio Anagni, pero' aspettiamo un pochino, tipo i primi o meta' ottobre! Saluti cari, che il dokro vi guidi..
Il buon giovane e nervosissimo ha proposto una tolfatina per sabato...per me va bene in linea di massima.
Forse-forse abbiamo trovato il supporto della pedana dx frantumato in pista.... usato...in culo al listino del nuovo di mamma Suzuki
Ieri al sagittario...è successo.
Più o meno è andata così:
Ultimi minuti in pista con un caro amico su Z750, entrambi felici come bambini e sudati da fare schifo alla mamma. E' quasi la fine del turno, sento le diablo che "cominciano" a perdere un pò. Curva a U strettissima a sx, pianto il ginocchio a terra ed inizio a percorrerla, poco prima dell'uscita di curva la pedana sx (che già scintillava) decide di piantarsi a terra. Il retrotreno alleggerito decide che per il mio atto di "ubris" è giusto che vada per terra ed inizia a sgusciare via di brutto. Cerco di riprendere la mia bimba impazzita e sposto il peso, la gomma riprende aderenza improvvisamente e la moto impazzisce, mi lancia letteralmente fuori di sella in uscita sul lato dx...seguito da lei.
Capriola olimpionica, atterraggio di pieno casco-spalla-gomito-culo.
Il risultato lo potete vedere dalla foto, è più che accettabile...mi è andata davvero bene

Devo dire che accade tutto semplicemente in un attimo, è impressionante, momenti che in realtà sono frazioni di secondo vengono dilatati, puoi rivederli fotogramma per fotogramma. Ero a terra, la testa ronzava, senza respiro per lo schiaffo dell'asfalto, sentivo la moto che ancora strusciava sull'asfalto senza poterla vedere. Respiro profondo. Muovo la mano...sembra tutto a posto. Silenzio e cicale di mezzogiorno, mi metto in ginocchio guardandomi intorno e sorrido.
Alla fine tutto questo è esperienza, è vita. Oggi l'angelo custode mi ha protetto, ne sono certo. Cerco la moto con lo sguardo, croce e delizia di chi ha la strada nel cuore. Soffro, la vedo lì sdraiata, mi guarda con fare colpevole, ha il cuore spezzato e si vede. La tiro su, con affetto.
E ci perdoniamo a vicenda.
Ginocchio a terra. E non vedo l'ora!! No.. non si tratta di un inchino servile, piuttosto di rispetto, di un omaggio alla mia moto. Domani si va in pista, al sagittario (latina). Ci faremo questi 80 km (tanto dista da Roma) e saremo premiati dall'asfalto perfetto, vie di fuga sicure, traiettorie che tolgono il respiro e gomme stuprate ai bordi. Il ginocchio a terra...a contatto con l'asfalto. Descrivere la sensazione, l'emozione, è davvero arduo. Per chi come me ha la moto nel cuore e nell'anima, per chi ne sa cogliere il lato spirituale oltre a quello scenografico, per chi *può capire* è semplicementeuno dei più appaganti atti di libertà.
Il circuito del sagittario è molto tecnico: è relativamente corto, concepito per i supermotard. Quindi curve strette e basse velocità di punta, non più di 140 Kmh contro i 270/280 possibili a vallelunga. E' una pista che premia la testa e la vertiginosa danza del centauro, non il motore. E' ottimo per imparare, molto economico rispetto a Valle, buono per raffinarsi se si ha esperienza. Non vedo l'ora... e naturalmente ho con me il più caro amico a condividere il tutto, centauro impenitente, anche lui avvinto dal morbo.
Faremo strusciare le ali dei nostri rispettivi angeli custodi, seduti sul sellino posteriore. So che si incazzeranno un pochino, giustamente, ma correranno con noi come sempre. Senza di loro, signori miei, un centauro non va da nessuna parte, mai.