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La commiuniti di chi sbrocca. Perchè quanno ce vò, ce vò. Ed allora tutti a monkey island a bere birra tra scimmie e pirati!

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19/05/2004

Molto spesso mi fermo a riflettere sulle persone che vivono intorno a me, gli amici, i parenti. Ciascuno mi sembra un prototipo di Dio. Molti di loro semplicemente troppo strani per vivere o troppo rari per morire. Ed allora mi chiedo se non sia io stesso un prodotto di un sottoprocesso industriale divino malamente fallato.

postato da: Seldon alle ore 10:24 | link | commenti (1)
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18/05/2004

De Rerum Philippinae

E' da tempo che combatto una losca guerra contro i filippini che mi ritrovo in casa. Una coppia: lei baffutissima ed orgogliosa, detentrice di probabili germi di uno strano cattolicesimo ortodosso. Lui piccolo e solido ex cambusiere su navi mercantili dell'oceano asiatico-filippino o come cazzo si chiama.

Ora, credo che nel loro pese abbiano un gusto perversamente ironico nella scelta dei nomi. Pregno del buonismo di questi tempi, non dirò che le loro usanze mi stimolano la diuresi, che i loro volti sono quanto di più lontano da ogni canone parzialmente estetico, che in genere (come è giusto che sia) sono animati da un sano istinto mercenario. Ma per favore...per favore... un cambusiere filippino non può chiamarsi Romeo, nè la moglie baffuta Erminia.

E' indecente, è grave, è grottesco. Questi nomi hanno una certa nobiltà letteraria assolutamente antitetica alla loro cultura. Entrambi poi sono figli della classe contadina lontana dai chiasmi di Manila. Per capirci vengono da luoghi dove la gente a pasqua si crocifigge allegramente, per dimostrare agli altri peones che ogni martellata sul chiodo li avvicina di più alla sovrastruttura metafisica a cui aspirano. Poi vengono da noi a fare i bravi hobbit laboriosi, aspirando (si suppone) piano piano a più alti gradini sociali. In se nulla di sbagliato.

Ma se un pilippinu desidera aspirare, per favore, eviti di presentarsi come Romeo. C'è poco di così controproducente.


postato da: Seldon alle ore 16:01 | link | commenti
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16/05/2004

"La donna sarebbe più affascinante se si potesse cadere tra le sue braccia senza cadere nelle sue mani"

postato da: Seldon alle ore 21:55 | link | commenti (2)
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Evviva il dolce su e giù di ieri notte, con quel pizzico di affetto e la giusta dose di violenza tra i sessi.

Non posso che aderire all'opinione  che  vede l'uomo come un bambino curioso ed ingenuo, desideroso di smontare pezzo per pezzo l'animale-donna, stupendosi nel vedere che in fin dei conti è femmina. E che fa cacca e pipì come noi.


postato da: Seldon alle ore 16:58 | link | commenti
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15/05/2004

Cerco di tirarmi su. No, non parlo di tentativi d'erezione.

LEI ha letto la mail che le ho inviato, inutile dire come sono venuto a saperlo. Ha scelto un silenzio che ha il sapore della fanghiglia perchè è stato lasciato cadere, senza nemmeno una formale cortesia. Eppure sembrava chiaro che anche io ho messo una pietra, anzi un menhir, sull'intera questione. La lettera era di quelle per così dire "tranquille", come se si trattasse di una chiaccherata tra due amici che non si sentono da un pò. Il bambino che vive e strepita in me avrebbe voluto essere un pò vezzeggiato per la faccenda dell'ospedale e tutto il resto, ma anche un "come stai" mi sarebbe bastato ed avanzato.

L'affetto è vivo, così come il risentimento pungola ancora più efficacemente di qualsiasi chiodo. Però il tutto è scevro di quel drammatico fatalismo con il quale mi divertivo, sino a poco tempo fa,  a colorare le vicende affettive tratteggiate sul foglio della mia vita. Il drammaturgo che vive in me scrivo ad intermittenza, probabilmente stipendiato dal suo Capo, il Dr. Ego. Negli ultimi mesi ci deve essere stato un colpo di stato ai piani alti dell'organizzazione che sovrintende la mia persona, sarà colpa di questi micidiali primi 6 mesi del 2004 che hanno fomentato qualche cordata di giovani dirigenti a lotte intestine di potere nel mio CdA.

Per ora sembra esserci solo una certa vacatio capitis, uno strano deserto polveroso nel quale - sia detto sottovoce e con cautela - inizio a non sentire più nessuna nostalgia, a stronacare certe emozioni sul nascere, incapace di capire se ciò avviene per un rincoglionimento precoce del mio unico ed instancabile neurone o se questo è semplicemente l'inizio della vittoria della Vita su di me. Ma Alla fin fine credo che anche il deserto-prigione sia una (poco) sofisticata forma di allucinazione emozionale, deleterio strumento di difesa che si sgretola quando allo specchio riesco ancora a prendermi in giro, e a riderci su.

La vita è troppo breve per poterla prendere sul serio: comunque vada non se ne uscirà vivi.


postato da: Seldon alle ore 16:54 | link | commenti
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"Uno dei messaggeri chimici che il cervello invia al pene è l'ossido di azoto che viene trasportato nell'organo genitale da un enzima, il GmpC. È questo enzima che induce l'erezione e, dopo l'orgasmo, viene distrutto da un'altra molecola, il Pde5, che ha il compito di ripristinare la quiete» («L'Espresso», 17 giugno 1999). È chiaro che dopo questa lettura terrorizzante uno il cazzo non se lo ritrova più, tanto è diventato piccolo, ci vuole la pila."

Massimo Fini



postato da: Seldon alle ore 16:01 | link | commenti
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Libertà e democrazia mi hanno un pò squagliato le palle. Sto cominciando a divenire insofferente al luogo comune che vuole questi due concetti legati inscindibilmente. Democrazia non è necessariamente libertà, per essere più precisi democrazia "non è" e basta. A meno che non si voglia riempire un contenitore con un altro contenitore. La democrazia reale è un valore o un sistema? è un metodo strumentale alla partecipazione illusoria al grande gioco tautologicamente definibile come democratico. Bobbio stesso tentando di definirla cadde più volte in contraddizione.

Ma noi, stoici ed impavidi uomini occidentali, abbiamo deciso di essere buoni. Siamo così buoni che vogliamo esportarla. Ma qualcuno si è ricordato di mettere il contenuto nella luccicante confezione democratica?


postato da: Seldon alle ore 13:16 | link | commenti
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"Ecco che se ne va. Uno dei prototipi di Dio, un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per le produzioni di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire."


postato da: Seldon alle ore 10:33 | link | commenti
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Credo che a volte il sole splenda semplicemente per ricordarmi la mia temporanea invalidità e l'inabilità che ne consegue. Un pensiero falso, quindi. Di quelli che non andrebbero ascoltati, bensì catalogati come fuffa così come il 90% di quello che mi attraversa la testa (ew penso che sia una percentuale abbastanza realistica).

Ho preso il mio fottuto caffè. Ho anche acceso una sana sigaretta. Penso che ora, rincorrendo l'escalation dell'autodistruzione, passerò ad un Moods. Mi sono dato anche alla ricerca di termini desueti (manco tanto) sul quel vecchio catarrone di google. Non so perchè ma ho cercato hubris (per i pagani che non hanno studiato greco antico tralascerò ogni specificazione). E' venuto fuori qualcosa tipo questo:

 

 

 

 

 

 

Non capisco bene se si tratta di un gesto di vittoria, di un banale pugno levato al cielo a sfidare la collera di Zeus oppure molto più semplicementi di due ricchioni che si inculano a braccio teso. Certe cose forse è meglio non saperle.


postato da: Seldon alle ore 10:01 | link | commenti
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Stanchezza, occhi che cedono. Dolore al polso, fastidio, odore di carne appena estratta dal gesso, semiviva. La notte incalza ed ascolto closer degli anathema, il cuore retrocede di diversi mesi. Quando poteva stringere un sogno. Quando poteva donarmi un alibi, un movente. Ed ora niente più, solo polvere. Dove sei? Sembra che non sia mai successo, troppa poesia mal si innesta nel quotidiano. Ma ti ho tenuta qui, nonostante tutto. Buonanotte.

"L'uomo nero non è morto - ha gli artigli come un corvo - fa paura la sua voce - prendi subito la croce - apri gli occhi resta sveglia - non dormire questa notte.."

Freddy...l'onanismo è il tuo vero nemico

 

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da: Seldon alle ore 01:37 | link | commenti
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